In questi giorni d'autunno, sulla sponda ovest, i paesi del lago di Como tornano al passo di chi ci abita. Sui versanti i boschi di castagno cambiano colore, e dal mio taxi veneziano lo si vede bene: il lago è tornato dei lariani.
Quando porto gli ospiti lungo questa riva, in questa stagione, la cosa che li colpisce di più è la normalità. I pontili sono più tranquilli, i lungolaghi tornano a chi ci vive e i paesi si lasciano guardare per quello che sono. Per me è il momento più onesto dell'anno per raccontarli.
Menaggio, il borgo che sale verso il castello
Spesso comincio da Menaggio. Dall'acqua si legge tutto in un colpo d'occhio: il lungolago in basso e, dietro, il borgo antico che sale verso il castello. È uno di quei paesi che dal lago si capiscono subito, perché li vedi interi, dalla riva fino al bosco.
Quando ci avviciniamo rallento sempre un po'. Gli ospiti guardano le case, io guardo loro: è lì che capiscono che dietro la cartolina c'è un paese vero. Nella scheda di Menaggio vi racconto anche il parco di Villa Vigoni, per chi vuole scendere a terra.

Tremezzo e il cancello di Villa Carlotta
Da lì costeggiamo il lungolago di Tremezzo. Qui ci sono il Parco Olivelli e Villa Carlotta, con il suo cancello sull'acqua. Dalla barca la si guarda di fronte, con il cancello che si apre proprio sul lago.
Le azalee sono roba di primavera; dentro, le sale custodiscono Canova e Hayez. In questa stagione, davanti al cancello, mi piace portare il motore quasi al minimo e lasciare che siano gli ospiti a decidere quanto restare.
Lenno, in fondo al golfo
Poi viene Lenno, nella Tremezzina. È il paese da cui si parte per la Villa del Balbianello, la villa del FAI sulla punta di Lavedo. Lenno però merita una sosta anche per conto suo.
Il lungolago sta riparato in fondo al golfo. Dietro ci sono una cripta romanica e un battistero dell'XI secolo: pietre che parlano di un lago abitato da molti secoli. In autunno, con i paesi tornati tranquilli, le guardo con più calma anch'io.
Isola Comacina: ci si arriva solo in barca
Davanti a Ossuccio c'è l'Isola Comacina: un dorso di bosco sull'acqua, con le rovine medievali sotto gli alberi. La sua storia è finita a fuoco nel 1169. Ci si arriva solo in barca, ed è il modo giusto per arrivarci.
È il punto in cui rallento di più. Ci avviciniamo piano, col motore al minimo, e il bosco dell'isola si apre un po' alla volta. In questa stagione le rovine tra gli alberi hanno un'aria ancora più raccolta, e a bordo di solito si smette di parlare.
Il lago dei lariani, tra i castagni
Poi alzate gli occhi. Sopra i paesi ci sono i versanti, e sul Lago di Como i boschi di castagno sono diffusi un po' ovunque. L'autunno è la loro stagione: le castagne, i colori che cambiano e il bosco che torna a far parte della vita di chi abita sotto.
È questo il lago dei lariani. D'estate resta un po' nascosto dietro le ville e i pontili affollati; in autunno torna in primo piano. Quando gli ospiti mi chiedono com'è il Lario vero, indico la riva e poi la montagna: i paesi stanno in basso, sull'acqua, ma alle spalle hanno sempre il bosco.




Un'ultima cosa, per chi pensa già al Natale. A Villa Cipressi, con le terrazze di cipressi che scendono fino all'acqua e la facciata che guarda Bellagio, c'è il villaggio di Natale. È un buon motivo per tornare sul lago quando l'autunno avrà finito il suo giro.

Se volete vedere i paesi del lago così, dall'acqua e al passo dell'autunno, partiamo insieme dal pontile. Due ore sul mio taxi veneziano bastano per cominciare a conoscerli; il resto ve lo racconto a bordo.
Centro lagoMenaggio Centro lagoTremezzo Centro lagoIsola ComacinaLario Senza Tempo
Due ore sul Lago di Como a bordo di un taxi veneziano, al ritmo dell'autunno.

