Villa Monastero a Varenna: il giardino sul lago visto dalla barca
Il capitano di Lario Water Taxi racconta Villa Monastero dall'acqua: il giardino botanico lungo la riva, la casa museo e come scendere al suo pontile in barca.
Villa Monastero a Varenna è la villa con il loggiato aperto sull'acqua, sul lato sud del paese, e un giardino botanico che corre lungo la riva per quasi due chilometri. Dal Lago di Como la vedete intera. E ha un suo pontile, adatto solo a barche piccole: il nostro taxi boat ci accosta senza problemi.
Villa Monastero a Varenna vista dal lago
Quando arriviamo dal centro lago, con Bellagio alle spalle, Varenna si mostra tutta insieme: le case colorate strette sul promontorio, il campanile, e poco più a sud una lunga linea di verde scuro che scende fino all'acqua. Quella è Villa Monastero.
Io rallento sempre in quel tratto. Si vedono i cipressi in fila, le palme che non ti aspetti sotto le montagne, le terrazze del giardino una sopra l'altra. Il loggiato a lago è ancora quello del Seicento, e con la luce del mattino è la prima cosa che si nota dalla barca.
Come arrivare a Villa Monastero in barca
La villa ha un suo pontile. Le regole le mette la villa e sono semplici: barche e taxi boat possono attraccare gratis, ma solo per far scendere e risalire chi viene a visitare il giardino o la casa museo, e la barca non può restare ormeggiata durante la visita. Bisogna avvisare prima la biglietteria. Se volete scendere qui durante un giro con noi, per esempio con il Classic Lake Tour, ditecelo quando prenotate e ci organizziamo per tempo.
In alternativa si sbarca all'imbarcadero di Varenna e si arriva a piedi, attraversando il paese.
Storia di Villa Monastero in breve
Il nome dice già molto. Alla fine del XII secolo qui sorgeva un monastero femminile cistercense dedicato a Maria Vergine, legato a quello di Acquafredda a Lenno. Nel Seicento la famiglia Mornico, di origine valsassinese, lo trasformò in residenza: sul Lario era conosciuta come Villa Leliana.
L'aspetto che vediamo oggi lo deve soprattutto a Walter Kees, imprenditore di Lipsia, che la ristrutturò tra il 1897 e il 1909 e allargò il giardino fino alle dimensioni attuali. Dopo la Prima guerra mondiale passò allo Stato, poi alla famiglia milanese De Marchi, che nel 1939 la donò perché diventasse un bene pubblico. Il giardino è aperto ai visitatori dal 1940. Nel 1954 il fisico Enrico Fermi tenne qui, nella sala che oggi porta il suo nome, le sue ultime lezioni.
Cosa vedere a Villa Monastero
- 01Il giardino botanico sul lago
Una striscia di terra a terrazze lunga quasi due chilometri, da Varenna verso Fiumelatte. Oltre 900 specie, tra cui cedri del Libano, agrumi, agavi, oleandri e palme rare come l'Erythea armata dalle foglie argentate.
- 02La passeggiata a filo d'acqua
Il sentiero segue la riva tra statue, tempietti e fontane. In fondo, all'estremità sud, c'è la Kaffeehaus, il padiglione che chiude il giardino.
- 03La Casa Museo
Quattordici sale arredate con mobili e decorazioni originali: la Sala Nera neorinascimentale, la Sala Rossa, la Sala della Musica e la Sala Fermi.
- 04La Clemenza di Tito
Il gruppo scultoreo di Giovanni Battista Comolli, la sua ultima opera, portato qui all'inizio del Novecento.
- 05Rose e glicini
Il giardino ha una collezione di rose inglesi e una di glicini rari. In primavera vale da sola la visita.
Quando visitare Villa Monastero: aperture e biglietti
La villa è aperta quasi tutto l'anno, con orari più corti d'inverno e qualche giorno di chiusura della casa museo. Gli orari cambiano di mese in mese: controllate sempre il sito ufficiale prima di partire. C'è anche un biglietto cumulativo con il giardino di Villa Cipressi: si compra solo in biglietteria, non online, e solo nei giorni in cui Villa Cipressi è aperta.
Se posso scegliere, dico primavera, quando fioriscono glicini e rose, oppure settembre e ottobre, quando la gente cala e la luce sul lago si fa più morbida. D'estate andateci la mattina presto: il giardino è stretto e lungo, e nelle ore centrali si riempie.
Luoghi vicini
A due passi c'è Villa Cipressi, con un altro giardino che scende al lago. Proseguendo verso sud si arriva a Fiumelatte, il torrente bianco citato da Leonardo. Sopra il paese c'è il Castello di Vezio, e sulla sponda di fronte Bellagio con Villa Melzi.
